FREE-Intervento_Breve - CeForMed

Vai ai contenuti

FREE-Intervento_Breve

Ricerca

L’intervento breve in pillole
È riconosciuto che lo screening e l’intervento breve sono due strumenti estremamente efficaci se ben utilizzati del medico di medicina generale nella prevenzione e nella cura dei problemi legati al bere e agli altri stili di vita, come alimentazione, fumo, attività fisica.
Mentre lo screening riguarda l’identificazione dei soggetti a rischio, l’intervento breve riguarda il “cosa fare” dopo averli identificati e si basa sul counseling breve, ovvero su pochi minuti di informazione chiara, mirata ed effettuata dal medico con metodologia empatica, in modo da non incrinare il rapporto medico-paziente.
La qualità della relazione con il paziente è infatti uno degli elementi cardine per la riuscita dell’intervento breve, indipendentemente dal problema specifico a cui esso è rivolto. Mentre alcuni atteggiamenti tendono a favorire la disponibilità alla comunicazione e allo scambio, altri li mettono a rischio, provocando l’instaurarsi di resistenze  o l’assunzione da parte del paziente di un atteggiamento di tipo passivo.
Nel mettere in atto l’intervento breve è utile ricordare l’importanza delle seguenti azioni:

1. Accettare il paziente e il suo punto di vista (anche se non si condivide)
2. Ascoltare (vedi sopra)
3. Capire quali sono, per il paziente, i vantaggi e gli svantaggi del potenziale cambiamento
4. Accentuare il divario percepito tra gli obiettivi per lui importanti e il suo attuale comportamento
5. Non schierarsi apertamente a favore del cambiamento (aumenta la resistenza)
6. Non contrastare apertamente la resistenza
7. Invitare a prendere in considerazione altri punti di vista senza imporli (aumenta la resistenza)
8. Considerare il paziente responsabile del cambiamento e trasmettergli tale convinzione
9. Considerare la fiducia e la motivazione del paziente i fattori principali del cambiamento
10. Puntare sulle risorse del paziente
Inoltre nel realizzare l’intervento breve è importante avere consapevolezza degli atteggiamenti che spontaneamente ognuno tende, in maniera diversa, a mettere in atto nel corso di un’interazione. Tali atteggiamenti spontanei sono quelli che si attivano in automatico nelle interazioni quotidiane e sono strettamente collegati alla personale rappresentazione del Sé e dell’altro. Sono atteggiamenti naturali e non negativi di per sé: il rischio, durante l’intervento breve è di ritrovarsi senza rendersene conto a suggerire, consolare, investigare… e a perdere così la relazione con il paziente.
Eccone alcuni:
- Valutazione: la tendenza di fondo è quella di dare un giudizio che viene espresso in termini valoriali (“è giusto, è sbagliato, ecc…”), anche  a livello non verbale (espressioni di disapprovazione ma anche di approvazione/compiacimento);
- Interpretazione: il bisogno di fondo è quello di dare un senso a quello che ci viene raccontato, ovvero “spiegare” a una persona il perché, a nostro avviso, si comporta in una determinata maniera;
- Sostegno: sostenere, consolare, incoraggiare. Spesso è una modalità che, se usata indiscriminatamente, ha un effetto rassicurante più verso chi lo produce che verso chi riceve;
- Investigazione: fare domande. Può essere utile se usata con moderazione e mirata a fare chiarezza, diventa negativa se è un approfondimento fine a se stesso, per soddisfare una qualche curiosità;
- Soluzione: può considerarsi come una sintesi di interpretazione e investigazione ed è negativa se usata per rispondere ad un nostro bisogno di efficienza, per cui avere la soluzione equivale a essere competenti.

Quanto tempo richiede realizzare l’intervento breve? Con tutta la flessibilità legata alla specificità del paziente e al tempo che il medico ha a sua disposizione, l’intervento breve non dovrebbe durare più di una decina di minuti. Posto che il paziente a rischio sia già stato identificato, questo intervallo di tempo dovrebbe essere sufficiente a: introdurre l’argomento, capire qual è l’atteggiamento del paziente nei confronti dello stile di vita in questione (ad esempio con domande volte a valutare l’importanza attribuita dal paziente al cambiamento e la sua fiducia nel riuscire a conseguirlo) e a individuarne i fattori determinanti.
PARTE 4

OVVERO: COME MOTIVARE I PAZIENTI A PARTECIPARE ALLA RICERCA.

L’esperienza di questa ricerca ci sta confermando quanto sia importante il modo in cui i medici comunicano con i loro pazienti all’atto di consegnare loro la brochure. È stato per me molto piacevole e interessante, nel corso della mattinata di formazione sui metodi della ricerca in medicina di base, scoprire, dai loro brevi racconti, i diversi tipi di approccio adottati in tema da tre diversi medici.  Piacevole perché il messaggio suonava "genuino" ovvero in linea con il modo di essere di ciascuno e non frutto di un messaggio preconfezionato e interessante perché, al di là delle differenze individuali e forse proprio grazie ad esse, i tre diversi approcci mi sono sembrati parimenti efficaci. Ringrazio pertanto chi ha voluto raccontarci la sua esperienza e (scusandomi per le eventuali imprecisioni!) li riporto qui perché credo possano fornire degli spunti interessanti anche a chi non era presente:
1) approccio "esplicativo". Il collega spiega in maniera coincisa ma esauriente al paziente gli obiettivi della ricerca e le modalità di accesso e di registrazione al sito, offrendosi, in alcuni casi, di far vedere direttamente al paziente la pagina web;
2): approccio "personale". Il collega chiede al paziente la sua collaborazione per uno studio al quale sta partecipando, enfatizzando il fatto che il paziente può aiutarlo a raggiungere determinati risultati e invitandolo caldamente a registrarsi sul sito;
3) approccio "priorità". Il collega sottolinea che la Regione Friuli Venezia Giulia è stata scelta per portare avanti questo progetto e che pertanto solo alcuni pazienti hanno la possibilità di partecipare allo studio; registrandosi i pazienti possono dare una mano alla ricerca e usufruire, essi stessi, di un valido strumento.
Un ultimo suggerimento emerso nel corso della discussione: inviate i pazienti a fare il login il giorno stesso della consegna della brochure, se possibile appena tornati a casa! Quanto più tempo passa più è probabile che il paziente se ne dimentichi o che la password vada smarrita.








Ritorna a Progetto Free
Monfalcone (Gorizia), via Galvani 1 -Ospedale San Polo- tel/ fax: (+39)0481 487222 - 0481 487578
Torna ai contenuti